La nuova collezione Pink PP di Valentino
Domenica 6 marzo 2022. La Carreau Du Temple, nel cuore di Parigi, si tinge di rosa per la sfilata di Valentino alla Paris Fashion Week. Per la sua collezione autunno-inverno, Pier Paolo Piccioli si affida al rosa shocking per creare un effetto sconcertante in cui il pubblico si trova avvolto da una realtà distopica.
Polarizzazione assoluta
Ma proprio quando questa nuova tonalità sembra essere la sola protagonista, ecco tingersi tutto per un attimo di nero. È attraverso questa polarizzazione assoluta che il direttore creativo della Maison sceglie di trattare la situazione attuale.
“Nella guerra che stiamo vivendo, ci sono motivazioni economiche e grandi egoismi, ma di umanità e diritti umani nemmeno l’ombra. Per questo tutto ciò che possiamo fare è continuare a lavorare e donare aiuti a chi sta soffrendo. Il resto rischia di scadere nella retorica”.
Pink PP
Così Piccioli motiva la sua scelta monocromatica che diventa nei mesi successivi un manifesto iconico di cambiamento. Da questo momento in poi il rosa di Valentino, denominato Pink PP, andrà a colorare facciate di edifici, autobus, cabine telefoniche, vetrine di negozi e sarà il protagonista di eventi speciali come il party a New York della Maison con Hypebeast, la festa al Club Plastic di Milano per l’apertura di stagione e le installazioni ad Aranya.


Perchè la scelta del Pink PP?
Pier Paolo Piccioli parte da alcune considerazioni di Lucio Fontana, che utilizza la monocromia nei suoi tagli per trattare il desiderio di sintesi, l’utopia di semplificazione, il bisogno di silenzio…
“Il rosa è la liberazione dal bisogno di dipingere la realtà in modo realistico.
Il rosa è una forma di libertà che forse non esiste da nessun’altra parte se non nel mondo dei colori”.

Una scelta audace in cui il rosa porta con sé speranza e ottimismo e la monocromia diventa il solo veicolo di affermazione. In un periodo così carico di sollecitazioni, come quello che stiamo vivendo, l’unica cosa da fare è togliere, svuotare e svuotarsi per poter lanciare un messaggio chiaro. E se l’intento della Maison era liberarsi dal superfluo per arrivare all’essenza, allora ha centrato il bersaglio.
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