Sanremo 2023

Il Festival tra innovazione, rivoluzione e cambiamento culturale

La 73^ edizione del Festival di Sanremo si è da poco conclusa e noi ripercorriamo insieme le serate, tra look eccentrici, performance indimenticabili e scelte decisamente innovative e inclusive.

La storia

Sin da piccola ho sempre atteso la settimana di Sanremo con molte aspettative. L’ho seguita e vissuta con uno sguardo critico, tra successi musicali, spunti culturali e inevitabili polemiche. Il Festival nasce nel 1951 come “la grande evasione”, un momento di spettacolo e di necessaria leggerezza dopo la Guerra. Uno strumento educativo per propagare l’idea di società, che in un momento così delicato, si desiderava stabilire. E così Sanremo, nel corso degli anni, ha portato con sè un’attitudine al conservatorismo, che con fatica si riusciva a sradicare. Una devota tradizionalità che lo relegava in una veste sempre più statica e ridondante. Le mode cambiavano, i gusti si diversificavano, la stessa società subiva un mutamento e le canzoni del Festival erano sempre più distanti da ciò che stava fuori e che invece continuava ad evolvere.

Amadeus e la nuova direzione artistica

Nel 2020 la direzione artistica e la conduzione vengono affidate ad Amadeus, che scardina le consuetudini conferendo una freschezza e un’ innovazione finalmente al passo coi tempi. Ne è un esempio Achille Lauro con il suo trasformismo e le sue esibizioni anticonformiste, che porta in scena la diversità e afferma tutte quelle sfumature che fino a quel tempo erano state tacciute o nascoste.

Anche il ruolo delle così dette vallette cambia e si inizia finalmente a parlare di co-conduttrici. Donne non più scelte solo per incarnare un ideale di bellezza ed eleganza, ma per la loro personalità. E’ il 2022 e le luci dell’Ariston si accendono su Drusilla Foer. Nata come alter ego ironico e sagace di Gianluca Gori, Drusilla rappresenta il trionfo della meritocrazia, così come sottolinea Michele Bravi.

Un Festival inclusivo e veicolo di cambiamento

Ma torniamo a noi. A pochi giorni dalla conclusione della 73^ edizione, il riscontro è decisamente positivo. Un Festival inclusivo, veicolo di cambiamento culturale e portatore di messaggi e di valori che neccessitano di essere ribaditi.

In un monologo cinico, ma toccante sulla maternità, Chiara Francini racconta lo stordimento e la frustrazione di chi, come lei, a volte si sente “una donna di merda”, una fallita. Fallita per non essersi sposata. Fallita per non aver avuto figli. Che poi i figli magari nemmeno li voleva… Ma c’è sempre questo eterno e logorante dibattito tra la scelta di concentrarsi su se stesse, sulla carriera sui propri successi e la sofferenza di chi si sente sola, inadatta o fuori posto.

E da una donna che si sente sbagliata passiamo ad una che non si è mai sentita abbastanza. A dominare la prima serata di Sanremo è senza alcun dubbio Chiara Ferragni, che con una commovente lettera scritta alla sè bambina, racconta le ansie, le insicurezze, le incertezze che si affrontano nel corso della vita, che tutte noi donne affrontiamo. La paura di non essere brave madri soltanto perchè coltiviamo altri sogni. La paura di realizzarci. La paura di affermare chi siamo, di affermare il nostro corpo. La paura di essere etichettate. Passiamo la vita a sentirci in difetto, a sottostare alle regole di una società che non ci rappresenta, a sminuirci di fronte a uomini duri, a combattere i giudizi, i pregiudizi. Chiara a mio avviso lo ha fatto, in modo spontaneo, fresco, umano, usando ciò che meglio la rappresenta: la moda. Con la sua eleganza, ha indossato abiti di carattere, dai toni riflessivi e non convenzionali, portando in scena tutte le sue sfaccettature e tutti i valori per cui da sempre si batte.

E per concludere non potevo parlare di altri, se non di Rosa Chemical. Con le sue performance e il suo look eccentrico ha di certo catturato l’attenzione, diventando il protagonista indiscusso e più chiaccherato di questo Festival. Le sue parole combattono gli stereotipi e le discriminazioni e quest’anno il palco dell’Ariston ha celebrato l’amore, l’uguaglianza e il rispetto.

A chi almeno una volta si è sentito sbagliato, invece era solamente diverso

Rosa Chemical

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